La Monacolina K cos’è?

La Monacolina K è una molecola che deriva dalla fermentazione del comune riso rosso da cucina Oryza sativa.

Attraverso l’azione di alcuni lieviti (M. pilosus, M. floridanus o M. ruber), in particolare di un lievito detto Monascus purpureus, responsabile anche della colorazione rossa e dell’aroma tipico del riso rosso fermentato, si ottengono le monacoline.

In termini generali i passaggi sono i seguenti: dal riso da cucina, tramite i lieviti e dopo una specifica procedura di preparazione che comprende anche fermentazione e successivo essicamento, si ottiene una polvere rossa, un prodotto di origine vegetale, ovvero il riso rosso fermentato.

Il riso rosso fermentato contiene zuccheri (25-73%, in particolare amido), proteine (14-31%), acqua (2-7%), acidi grassi (1-5%), pigmenti (quali rubropunctamina, monascorubramina, rubropunctatina, da cui la colorazione rossa), steroli, isoflavoni e polichetidi (25%). Durante la fermentazione, il lievito arricchisce il riso di un complesso di sostanze con importante attività ipolipemizzante, tra cui polichetidi come le monacoline che hanno la capacità di abbassare i livelli di colesterolo.

 

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Tra le monacoline, il sottotipo K ha una struttura chimica identica alla lovastatina, un principio attivo utilizzato per abbassare i livelli di colesterolo, appartenente alla famiglia delle statine.

La lovastatina è comunemente utilizzata nei farmaci che trattano l’ipercolesterolemia, le dislipidemie e condizioni simili ad esse associate.

La Monacolina K agisce quindi nell’organismo come le statine, inibendo l’enzima idrossimetilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi responsabile della sintesi del colesterolo.

È bene evidenziare, però, che anche in presenza di analogia strutturale, monacolina e lovastatina hanno profilo farmacocinetico e biodisponibilità differenti.

La lovastatina è spesso somministrata come singolo principio attivo (e come tale ha una biodisponibilità per via orale di circa il 30%), mentre la Monacolina K è solo uno dei componenti del riso rosso fermentato e gli altri componenti possono modificarne la biodisponibilità.

Un altro aspetto importante che enfatizza le differenze di farmacocinetica (e quindi di efficacia) fra lovastatina e Monacolina K riguarda la struttura chimica di quest’ultima: il rapporto fra lattone e forma acida varia molto, essendo la forma acida quella più attiva e meglio assorbita.

La forma acida può variare in concentrazione fra il 5% e il 100% della Monacolina K, influenzando quindi enormemente biodisponibilità ed efficacia dei singoli estratti. L’apertura dell’anello lattonico può avvenire in condizioni alcaline o per via enzimatica nell’intestino o a livello epatico.

Monacolina K e riduzione del colesterolo

Abbiamo visto la Monacolina K cos’è. Vediamo adesso come agisce.

monacolina k colUn approccio iniziale di trattamento per la gestione del colesterolo alto dovrebbe di norma prevedere misure “non farmacologiche”: una dieta povera di acidi grassi saturi e trans e un maggiore apporto di fibre alimentari, insieme a integratori alimentari e programmi di esercizio adattati alle proprie possibilità fisiche, contribuiscono alla riduzione del colesterolo LDL.

L’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha autorizzato il claim secondo cui la Monacolina K presente nel riso rosso fermentato contribuisce al mantenimento di livelli ematici di colesterolo nella norma.

La normativa italiana consente la vendita libera di prodotti che contengano fino a 10 mg/die di Monacolina K.

Se assunta giornalmente, la Monacolina K:
• contribuisce a ridurre il colesterolo LDL del 15-25% già dopo 6-8 settimane;
• riduce i livelli di trigliceridi.

Una riduzione della colesterolemia LDL del 20%, compatibile con una correzione delle abitudini alimentari e la l’integrazione nutrizionale con un nutraceutico efficace, avrebbe il potenziale di ridurre il rischio cardiovascolare di circa il 20%.

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Monacolina K cos’è ed effetti Collaterali

Esistono alcuni “effetti collaterali” legati alla Monacolina K, sebbene l’estratto di sia un prodotto derivato da un processo naturale.

Innanzitutto bisogna ricordare che, di norma, i soggetti che presentano dei valori di colesterolo a rischio, assumono farmaci a base di statine; questi sono in grado di innescare un meccanismo a feedback negativo, bloccando la reazione catalizzata dall’idrossi-metilglutaril-CoA reduttasi che inattiva la sintesi del mevalonato.

Il meccanismo di azione delle statine presenta dei pro e dei contro.

Tra i pro, la una riduzione dei livelli del colesterolo totale ematico, ma non solo. È stato visto come queste abbiano effetti positivi sulla riduzione dei lipidi, sulla funzione dell’endotelio, effetti antiinfiammatori riducendo il marker della proteina C reattiva (CRP).
Inoltre, sono ampiamente segnalati effetti immunomodulatori, riducendo l’espressione molecole di adesione cellulare sui leucociti e sulle cellule endoteliali portando a compromissione dell’adesione cellulare e migrazione a zone infiammate ed effetti antitrombotici.

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Esistono alcune controindicazioni: le statine hanno degli effetti collaterali importanti e da non sottovalutare come l’insorgenza delle miopatie, affezioni muscolari primitive causate da una alterazione strutturale e funzionale delle fibre muscolari, o rabdiomiolisi.
Quest’ultima indica un grave danno al muscolo scheletrico con conseguente rilascio in circolo di mioglobina (causa di insufficienza renale), calcio, creatina, potassio ed acido urico. Inoltre, trial clinici hanno evidenziato l’insorgenza di diabete, aumento della pressione sanguigna e perdita di memoria a seguito del consumo di statine.

La Monacolina K ha effetti collaterali simili a quelli della lovastatina. Stiamo parlando di mal di testa, nausea, diarrea, debolezza, eruzioni cutanee e crampi muscolari.

Vi sono però alcune differenze tra i due, sia per motivi psicologici, legati alla percezione del paziente di assumere un prodotto più “naturale”, ma anche motivi meramente quantitativi.

Gli integratori a base di riso rosso fermentato possono infatti contenere una quantità limitata di Monacolina K (massimo 10 mg, la dose più attiva commercializzabile) e quindi hanno meno possibilità di indurre effetti collaterali dose-correlati. Ciò non toglie che in pazienti estremamente sensibili (realmente intolleranti anche a dosi minime di statina) si possa presentare qualche disturbo muscolare, seppure di intensità ridotta.

In particolare, è necessario evitare la co-assunzione in cronico di riso rosso fermentato con farmaci che possano aumentarne significativamente la concentrazione plasmatica.

Monacolina K: alcune considerazioni

Bisogna fare alcune considerazioni, o meglio precisazioni, riguardo la Monacolina K. Questo è legato ad alcune problematiche, che riguardano la nomenclatura del principio attivo, la mancata standardizzazione, l’errata analisi chimica e titolazione, la presenza di sostanze citotossiche (idro-monacoline) e nefrotossiche (citrine) e farmaci interagenti con enzimi epatici (CYP34A).

Un primo problema, di natura chimica, è che gli estratti di riso rosso fermentato non contengono solamente Monacolina K. Come detto sopra, sono presenti circa dieci tipi di monacoline diverse, idro-monacoline (frutto della degradazione delle monacoline stesse), diversi pigmenti, citrine, fitosteroli, saponine, acidi grassi e amido.

Tra le 10 monacoline (che possono essere in forma lattonica o in forma acida) ricordiamo le monacoline primarie (monacolina K e KA) che hanno un’attività di gran lunga superiore alle altre, e le monacoline secondarie (dotate di attività inibente l’enzima HMG-CoA decisamente inferiore).

Tra le monacoline primarie, la forma attiva (monacolina KA), che deriva dal più noto precursore inattivo (Monacolina K), rappresenta la monacolina in forma acida cioè la monacolina realmente attiva.

In pratica la Monacolina K viene trasformata a livello plasmatico nella sua forma attiva: la monacolina KA. Riassumendo si può affermare che, sebbene tutte le monacoline inibiscano l’enzima HMG-CoA in vitro, solo quelle acide ne bloccano l’azione in modo effettivo.

Pertanto, si può concludere che la presenza nell’estratto di riso rosso fermentato di monacoline secondarie, tende sicuramente a “diluire” l’effetto farmacologico complessivo delle monacoline K e KA.

Un secondo problema è che, al di là della minore efficienza delle monacoline secondarie, negli estratti di riso rosso fermentato le concentrazioni di monacoline non sono standardizzate.

Questo significa che sia la quantità di monacoline presenti nei diversi prodotti, che nei diversi lotti dello stesso prodotto, possano variare anche notevolmente.

A ciò va aggiunto, inoltre, che i sistemi abitualmente impiegati nella valutazione della composizione dell’estratto di riso rosso, non hanno un’elevata capacità analitica e “leggono” le varie monacoline come se fossero tutte una sola monacolina (la K). Anche questo è consentito dal Ministero della Salute Italiano ed è perfettamente legale.

Ma va tenuto in considerazione in quanto determina che la quantità di monacoline realmente efficaci (K e KA), nella pratica, siano praticamente sempre inferiori rispetto a quelle ufficialmente dichiarate dal prodotto. E soprattutto che la reale quantità di principio attivo presente nelle compresse oggi, potrebbe differire, e di molto, da quella nelle stesse compresse somministrate nei prodotti successivi.

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